La storia della Banda Civica di Magenta

§ 5 – L’osteria di via Melzi.

Si puó supporre che giá prima della guerra si sia pensato ad una sistemazione della Banda in locali propri, onde ovviare alle spese d’affitto ma si deduce che, appunto a causa della guerra, tale idea la si era dovuta accantonare.
Cessate le ostilitá e con la ripresa dell’attivitá bandistica, la necessitá di una scuola situata in un luogo indipendente da tersi si fece pressante.
Fu allora che al sig. Luigi Ghirlanda arrivó casualmente la notizia che la proprietaria dello stabile con annessa osteria al n° 2 di via Melzi, essendo rimasta vedova, era intenzionata a ritirarsi e ad affittare l’esercizio.
Subodorando la possibilità di un eventuale affare che sarebbe tornato a vantaggio della Banda il Sig. Ghirlanda ne parlò al Presidente Sig. Morandi e, messisi d’accordo, senza neppure convocare il Consiglio per evitare perdite di tempo, contattatarono la proprietaria Sig.ra Rosa Sironi e si impegnarono sulla parola di prendere in affitto la proprietà, garantendo la stipulazione del contratto nel minor tempo possibile.
Raggiunta questa intesa, i due informarono i più influenti tra i simpatizzanti della Banda, i musicanti e gli amici sui quali pensavano di poter contare e, promossa una sottoscrizione, raccolsero i fondi necessari a coprire la somma pattuita per il contratto e lo firmarono.
Un secondo scritto elenca tutte le modalità del contratto; di questo foglio stralciamo le frasi più salienti: ” La Sig.ra cede…3 locali ad uso osteria…una camera da letto, una cantina, una stalla e cascina e un ripostiglio per il letame…del cortile per uso osteria, del giuoco delle bocce 

Un secondo scritto elenca tutte le modalità del contratto; di questo foglio stralciamo le frasi più salienti

” La Sig.ra cede…3 locali ad uso osteria…una camera da letto, una cantina, una stalla e cascina e un ripostiglio per il letame… del cortile per uso osteria, del giuoco delle bocce dell’orticello e del pergolato. “
Intrapreso il da farsi che avrebbe portato verso una nuova sede ed intravista la possibilità che essa potesse diventare di nostra proprietà, per ragioni diverse e facilmente intuibili, si impose anche la ricomposizione della nostra Societá che naturalmente doveva poggiare sulle basi di quella pre-esistente.
A tal proposito vi proponiamo un documento datato 1920 nel quale si dice testualmente: ” La Vecchia Banda Civica, sorta e professante fin dalla sua nascita sentimenti assolutamente apolitici, intende ora riconfermare continuando con quelle tradizioni e usanze insegnate e praticate onestamente fin ora, unendo propositi nettamente chiari e solidi aventi lo scopo dell’arte, dello studio e del divertimento.
I componenti, se anche privatamente simpatizzassero per qualche idea, devono assolutamente sottomettersi alle deliberazioni giustamente prese dalla Direzione.
Non sará permesso a nessun Bandista di far parte, né effettivamente, né temporaneamente ad altre musiche aventi scopi e principi diversi dai nostri. Non sarà permesso al corpo intero, o in parte di presentarsi a richieste pubbliche o private di qualunque natura senza autorizzazione della Direzione e senza dare nessun utile alla Cassa Sociale. Il Bandista si rende persuaso che il militare in codesto Corpo non é per trarne lucro, ma deve contribuire con amore e, se d’uopo, unire quel sacrificio necessario per sostenere quell’ideale tanto contrastato e provato dai nostri vecchi sostenitori.”

Ed inoltre sempre dal passato ci è pervenuto quest’altro documento che ci ricorda per l’appunto

che la “Società che deve sorgere fra gente che non ha solo l’idea del lucro e della speculazione ma bensì consci di sostenere un ideale di lustro a Magenta, aprono le sottoscrizioni a quelle persone che dando utile alla Società col frequentarla e sostenerla abbiamo la convinzione di offrire alla banda Civica l’eventuale guadagno che si avrà annualmente colla vendita del vino.”
Sembrerebbero parole di poco conto ma, lo torniamo a sottolineare, esprimono un concetto basilare rispetto al rapporto Banda-Circolo, stabilito sin dalla fondazione di quest’ultimo.
Per terminare questo viaggio a ritroso nel tempo consentiteci una piccola divagazione.
C’è tuttora qualcuno (in particolare fra i giovani) che si chiede come mai, nel nostro dialetto magentino, il Circolo della Banda Civica viene familiarmente chiamato:”al Circulin da la Cristina”.
La risposta è altrettanto semplice: perchè la signora Cristina è stata la prima gerente del nostro circolo e vi è rimasta sino al 1952.
A partire dal 1903, cominciando dal marito e procedendo con i cognati, i nipoti e i cugini, ben dodici familiari sono stati musicanti effettivi della Banda Civica, e quando per motivi d’età avanzata, decise di lasciare la gerenza, la sostituitì il figlio Mario Barenghi che ne continuò l’attività per altri quindici anni.

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